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Badanti, tutte le modifiche in vigore dal 1° ottobre sullo stipendio minimo

Lo scorso 1° ottobre sono entrate in vigore alcune modifiche per quanto riguarda colf, badanti, e baby sitter. In particolare, sono stati effettuati dei miglioramenti sull’inquadramento, le retribuzioni e gli aspetti accessori come le indennità. Vediamo nello specifico che cosa cambia.

In primis l’accordo si concentra sulla figura dell’assistente familiare, quindi appunto colf, badanti, baby sitter ed educatori formati. Sono riconosciuti quattro livelli di inquadramento, e a ognuno di questi corrispondono due parametri retributivi in base alle conoscenze e alle competenze rispetto alla mansione richiesta. Come già sottolineato, è stato previsto un aumento del compenso: esso tuttavia entrerà in vigore solamente con l’anno nuovo, quindi il 1° gennaio 2020. Grazie a questa intesa, è previsto un aumento economico mensile di 12 euro lordi per il livello medio B Super, quello delle badanti che assistono persone autosufficienti e in regime di convivenza. Così, i lavoratori di questo settore dovrebbero riuscire a ottenere uno stipendio minimo di 880€ lori. Per gli altri profili professionali, invece, sono previste delle modifiche diverse. Per chi assiste persone non autosufficienti, infatti, si passa a uno stipendio di 997€ lordi, quindi a un aumento pari a 13,5€ circa.

Tutto questo diventerà effettivo dal 1° gennaio 2020, però già dallo scorso 1° ottobre sono entrati in vigore degli altri cambiamenti. Sono state previste, infatti, per alcune figure, nuove indennità in aggiunta alla retribuzione minima. Si tratta di un gettone variabile da 100 a 116 euro lordi, i quali andranno a particolari tipi di lavoratori.

Come riportato nelle tabelle pubblicate da Money.it, quindi, a ottobre restano invariate le griglie retributive, ma viene introdotta un’indennità mensile pari a 115,76€ per le baby sitter che assistono bambini fino ai 6 anni di età (livello BS), e un’indennità mensile di 100€ per le badanti che assistono più di una persona non autosufficiente (livelli CS e DS). La tabella mostra le modifiche che entreranno in vigore a partire dal 1° gennaio 2021.

L’adeguamento delle retribuzioni previsto dal CCNL lavoro domestico, quindi, in base ai livelli, porterà ad aumenti in busta paga dagli 8 ai 16 euro circa.

L’accordo definisce in modo chiaro il trattamento degli assistenti familiari nei nuclei che necessitano di un’assistenza continua 7 giorni su 7, solitamente quindi nel caso di persone non autosufficienti. Di norma la/il badante viene sostituito durante il week end, e con l’intesa si prevede che le prestazioni del sabato pomeriggio e della domenica, ovvero quelle che tipicamente vengono sostituite da un secondo lavoratore, possano essere effettuata in regime di convivenza. E’ stato quindi chiarito che non è dovuta la retribuzione per la presenza o l’assistenza notturna, bensì solamente per le ore diurne.

Questo si traduce come un “notevole risparmio per le famiglie“, e per lo stesso motivo le associazioni delle famiglie si sono ritenute soddisfatte. Inoltre, è stato concordato un valore convenzionale per il versamento dei contributi di assistenza contrattuale della cosiddetta badante “notturna”. Dallo scorso 1° ottobre, infatti, è possibile versarli convenzionalmente su 8 ore, quindi con una riduzione di 24 ore. Non è tutto: tramite l’intesa sono giunti anche dei chiarimenti rispetto alla “prestazione esclusivamente in attesa”, ovvero per quella figura alla quale è richiesta solo una presenza in casa, e che quindi può essere chiamata a svolgere delle attività quando necessario. In questo caso, è stato stabilito un orario convenzionale sul quale versare i contributi di assistenza pari a 5 ore giornaliere, con un risparmio settimanale di 36 ore.

Sempre a partire dal 1° ottobre, inoltre, per tutti i lavoratori e le lavoratrici conviventi, il contratto prevede l’estensione da 8 a 30 giorni del periodo di prova. Esso decorre dal momento dell’assunzione e deve essere retribuito normalmente. Rimane invece invariato a 8 giorni quello previsto per colf, badanti e baby sitter a ore.

Infine, con questa intesa viene premiata la formazione del lavoratore: cresce il monte ore di permessi retribuiti finalizzati a partecipare a corsi specifici organizzati dall’Ente Bilaterale del comparto, Ebincolf. Da qui al prossimo 1° ottobre 2021, infatti, i corsi serviranno a prendere la “patente di qualità” certificata dalla Norma Tecnica Uni 11766:2019, ancora in fase di attuazione. A quel punto, per i lavoratori certificati sarà una specifica indennità da circa 10€ lordi al mese.

Ricordiamo, infine, che dal 1° ottobre è obbligatorio l’utilizzo dello Spid, l’indennità digitare dei cittadini, come unico accesso ai servizi dell’Inps. Questo va in sostituzione del Pin, e sia le famiglie che i datori di lavoro domestico dovranno tenere presente che sarà a regime necessaria l’attivazione del nuovo canale per accedere alle prestazioni sul portale dell’Istituto della previdenza. Lì si possono trovare tutte le informazioni utili riguardanti contratti, cassetto previdenziali, stato dei pagamenti e altro.

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