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Caso Suarez, lo sfogo della campionessa di lancio del peso: “Siamo fantasmi per lo Stato”

Caso Suarez

Esistono dei cittadini di serie A e dei cittadini di serie B. Così come ci sono extracomunitari di serie A e di serie B. La popolazione è divisa in categorie, e nella realtà di tutti i giorni possiamo trovarne la dimostrazione. L’ultimo esempio è il caso Suarez. Per fortuna, però, ogni tanto qualcuno decide di non tirarsi indietro, e di sottolineare queste diseguaglianze, i trattamenti diversi che certe persone devono subire solo perché considerate, appunto, di serie B. Meno importanti. Le parole di Danielle Frederique Madam, cinque volte campionessa italiana di lancio del peso, sono proprio l’espressione di questa condizione.

Ci sono tanti giovani che come me hanno passato la più parte della loro vita qui, studiano o lavorano ma sono fantasmi per lo Stato“. Il lungo post pubblicato su Facebook racconta la sua storia, e le difficoltà di essere riconosciuta come italiana, nonostante tutto. “Ho sempre sperato di poter indossare la maglia azzurra e per quella avrei dato veramente tutto. Sono in Italia dall’età di 7 anni (quindi da ben 16anni!) e sin da piccola sono sempre stata una ragazza molto determinata, con lo studio come nell’atletica, ho sempre impostato la mia vita su piccoli grandi obiettivi da raggiungere.

Ho fatto tutti i miei studi qui- racconta la giovane atleta- frequento l’ultimo anno di università della facoltà di comunicazione, innovazione e multimedialità di Pavia. Parlo perfettamente italiano e in atletica grazie ai miei sforzi, nel mio piccolo, ho vinto 5 titoli di campionessa italiana e molti di campionessa regionale assoluta, l’ultimo 1 mese fa… Questo piccolo sfogo perché!? Vi starete chiedendo… Succede che in Italia, più precisamente a Perugia il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza ha riscontrato diverse irregolarità sull’esame di certificazione della lingua italiana (al fine dell’ottenimento della cittadinanza italiana) sostenuto dal calciatore Luis Suarez.

Gli argomenti oggetto della prova d’esame sarebbero stati concordati preventivamente con il calciatore. Nonostante sia stata riscontrata una conoscenza solo elementare della lingua. Anche il voto finale sarebbe stato comunicato in anticipo al candidato. Questo é davvero troppo! Ci sono extracomunitari di serie A (in tutti i sensi) ed extracomunitari di serie B, o meglio, c’è chi guadagna 10milioni a stagione quindi “non glieli puoi far saltare perché non ha il B1″. E ci sono tanti giovani che come me hanno passato la più parte della loro vita qui, studiano o lavorano ma sono fantasmi per lo Stato. Nonostante tutto credo in questo paese, credo nella giustizia e spero che un giorno qualcuno dall’alto si metterà la mano sulla coscienza e penserà anche ai diritti negati ai noi, italiani di seconda generazione senza cittadinanza italiana”.

Le sue parole esprimono rabbia, frustrazione e soprattutto delusione. Danielle potrebbe e dovrebbe essere riconosciuta italiana. Ma per la legge non è così: nel 2013 non è stata convocata ai mondiali di categoria, nonostante il suo primo posto ai campionati italiani giovanili, proprio per questo motivo. “E’ stato un fulmine a ciel sereno. Lì ho scoperto di non essere come tutti gli altri, di essere diversa. Ai mondiali volevo rappresentare l’Italia, essere lì per il mio Paese, ma non avendo la cittadinanza non potevo essere chiamata in azzurro. Da quell’episodio ho iniziato a informarmi e capire meglio la verità”.

Da del momento è iniziata la sua odissea: “Avendo vissuto in una casa famiglia, questa dà diritto solo al domicilio, ma non alla residenza. Per questo non posso dimostrare di aver risieduto regolarmente in Italia per almeno 10 anni. Se tutto dovesse andare bene, forse solo nel 2030 riuscirò ad avere la cittadinanza: è molto frustante”. Per questo motivo la notizia del caso Suarez, della presunta manipolazione, la fa infuriare. “Come me, moltissime altre persone che sono in Italia sono perfettamente integrate, studiano o lavorano, ma sono fantasmi per lo stato. Per questo, in uno Stato civile come il nostro, ci vorrebbe lo Ius Culturae. Spero che qualcuno nelle istituzioni senta il mio sfogo e la situazione possa cambiare presto“.

Non c’è voluto molto perché il suo sfogo diventasse virale. “Grazie a tutti per il supporto, mi avete scritto messaggi da tutta Italia facendomi commuovere. – ha scritto ancora su Facebook- Sono fiera di essere cresciuta in un paese in cui ci sono così tante persone di cuore, spero davvero che adesso si muova qualcosa ma intanto mi date il coraggio per andare avanti nella mia battaglia per essere riconosciuta finalmente ufficialmente ciò che già sono, italiana”. Danielle, in questa storia, non è sola. Perché quello che sta passando lei, ha toccato e toccherà anche tanti altri. Allora la domanda è una: per quanto ancora dovremo aspettare, affinché certe disuguaglianze non si verifichino più?

?PICCOLO SFOGO CASO #suarez .Ho sempre sperato di poter indossare la maglia azzurra e per quella avrei dato veramente…

Posted by Danielle Frederique Madam on Wednesday, September 23, 2020

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