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Decreto flussi 2020, 30.850 ingressi di lavoratori extracomunitari: domande aperte da domani

Il Decreto flussi 2020, presentato lo scorso 7 luglio, è stato ufficialmente firmato dal Corte dei Conti e oggi verrà inserito in Gazzetta. Con un importante ritardo dovuto all’emergenza Coronavirus, finalmente è stata regolamentata la programmazione transitoria dei flussi di ingresso dei prestatori di lavoro extracomunitari nel territorio italiano. Esattamente come lo scorso anno, e vista la mancanza di un decreto triennale, viene confermato il tetto massimo di 30.850 unità. Vediamo quali sono le novità e cosa invece è rimasto invariato.

Come già sottolineato, saranno disposti 30.850 permessi di ingresso. La quota sarà divisa per settori: 18mila saranno destinati a permessi stagionali per i settori agricolo e turistico. 12.850, invece, saranno riservati alle domande per il lavoro autonomo e per le conversioni in permessi di soggiorno per lavoro subordinato e per lavoro autonomo di permessi di soggiorno rilasciati ad altro titolo. Di questi, 6.000 ingressi saranno destinati al lavoro subordinato non stagionale nei settori dell’autotrasporto, dell’edilizia e turistico-alberghiero per cittadini dei Paesi che hanno sottoscritto o stanno per sottoscrivere accordi di cooperazione in materia migratoria.

Come si legge nel testo, la quota di 12.850 ingressi è così divisa:

  1. Nell’ambito della quota indicata all’articolo 2, sono ammessi in Italia 100 cittadini stranieri non comunitari residenti all’estero, che abbiano completato programmi di formazione ed istruzione nei Paesi d’origine ai sensi dell’articolo 23 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286.
  2. Nell’ambito della quota indicata all’art.2 è consentito l’ingresso in Italia nell’anno 2020, per motivi di lavoro subordinato non stagionale e di lavoro autonomo, di 100 lavoratori di origine italiana per parte di almeno uno dei genitori fino al terzo grado in linea diretta di ascendenza, residenti in Venezuela.
  3. Nell’ambito della quota di cui all’art. 2, come previsto dall’art. 3 del decreto, sono ammessi in Italia per motivi di lavoro subordinato non stagionale nei settori dell’autotrasporto merci per conto terzi, dell’edilizia e turistico alberghiero, 6.000 cittadini di Paesi che hanno sottoscritto o stanno per sottoscrivere specifici accordi di cooperazione in materia migratoria.

A loro volta, i 6000 permessi sono divisi in due categorie. 4.500 per i lavoratori subordinati non stagionali provenienti da Albania, Algeria, Bangladesh, Bosnia – Herzegovina, Corea (Repubblica di Corea), Costa d’Avorio, Egitto, El Salvador, Etiopia, Filippine, Gambia, Ghana, Giappone, India, Kosovo, Mali, Marocco, Mauritius, Moldova, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Repubblica di Macedonia del Nord, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Tunisia, Ucraina. Gli altri 1500, invece, sono indirizzati ai lavoratori subordinati non stagionali cittadini di Paesi con i quali nel corso del 2020 entrino in vigore accordi di cooperazione in materia migratoria.

Inoltre, con questo decreto sui flussi del 2020, viene autorizzata anche la conversione in permessi di soggiorno per lavoro subordinato di 4.060 permessi di soggiorno per lavoro stagionale, di 1.500 per studio, tirocinio e/o formazione professionale e di 200 permessi di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo rilasciati ai cittadini di Paesi terzi da altro Stato membro dell’Unione europea.

Viene poi permessa la conversione in permessi di soggiorno per lavoro autonomo di 370 permessi per studio, tirocinio e/o formazione personale; di 20 permessi di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, rilasciati ai cittadini di Paesi terzi da altro Stato membro dell’Unione europea.

Tutto le 6.150 quote destinate alle conversioni in permessi di soggiorno per lavoro subordinato e autonomo, inoltre, saranno ripartite a livello territoriale dalla Direzione Generale dell’Immigrazione e delle politiche di Integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali tramite il sistema informatizzato SILEN.

Nel caso in cui, passati i 90 giorni dalla pubblicazione del Dpcm nella Gazzetta Ufficiale, venissero rilevate delle quote significative non utilizzate, esse potranno essere ripartite dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali in base alle necessità del mercato del lavoro.

Il Dpcm, poi, non tratta solamente dei lavoratori dipendenti. Sono stati previsti, infatti, anche 500 ingressi per i cittadini non comunitari residenti all’estero per motivi di lavoro autonomo. E’ indirizzato quindi a imprenditori che intendono attuare un piano di investimento di interesse per l’economia italiana, che preveda l’impiego di risorse proprie non inferiori a 500.000 euro e provenienti da fonti lecite, nonché la creazione almeno di tre nuovi posti di lavoro. Ma anche a liberi professionisti che intendono esercitare professioni regolamentate o vigilate, oppure non regolamentate ma rappresentate a livello nazionale da associazioni iscritte in elenchi tenuti da pubbliche amministrazioni, o titolari di cariche societarie di amministrazione e di controllo espressamente previsti dal decreto interministeriale 11 maggio 2011, n. 850.

Poi ancora a artisti di chiara fama o di alta e nota qualificazione professionale, ingaggiati da enti pubblici o privati, in presenza dei requisiti espressamente previsti dal decreto interministeriale 11 maggio 2011, n. 850. Infine, a cittadini stranieri che intendono costituire imprese «start-up innovative» ai sensi della legge 17 dicembre 2012 n. 221, in presenza dei requisiti previsti dalla stessa legge e che sono titolari di un rapporto di lavoro di natura autonoma con l’impresa.

Sarà possibile precompilare la domanda a partire da domani, 13 ottobre 2020, dalle ore 9:00. Per farlo, è necessario collegarsi all’indirizzo https://nullaostalavoro.dlci.interno.it, al quale è possibile accedere solamente con le credenziali Spid. Sarà possibile presentare le istanze fino al 31 dicembre 2020. Gli utenti, inoltre, sono invitati ad autenticarsi preventivamente sul sito della procedura.

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