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Dorothy Kowalska: La mia esperienza come insegnante volontaria di lingua e cultura italiana

Mi chiamo Dorothy, sono una donna polacca, nazionalizzata italiana da 30 anni in Italia.

Sono sposata, ho un figlio ormai grande e indipendente. Lavoro a tempo pieno nel campo turistico.

Dall’inizio di giugno ho cominciato a fare l’insegnate volontaria di lingua e cultura italiana ad un gruppo di immigrati provenienti dall’India. Il corso si svolge al tempio Sikh, sulla via Prenestina, ogni domenica pomeriggio.

Nel gruppo ci sono quindici studenti: 8 donne e 7 uomini. Ci sono anche due bambine di 8 e 9 anni, che si sono autoproclamate le mie “assistenti”:-) e mi sono veramente d’aiuto.

Il corso procede molto lentamente, perché il gruppo non è omogeneo. C’è chi già parla un po’ d’italiano e chi non sa nemmeno presentarsi o rispondere ad un saluto.

Le donne sono più svantaggiate nell’integrazione con la società perché, occupandosi dei figli, stanno a casa e non hanno molte occasioni di comunicare con il mondo esterno. Sono anche più timide degli uomini che per motivi di lavoro si spostano e devono per forza comunicare con le altre persone.

Mi sto concentrando proprio su queste donne. Dopo appena cinque incontri, equivalenti a dieci ore di lezioni, si vedono già i primi, piccoli risultati.

Perché lo sto facendo? Non c’è una semplice risposta a questa domanda. Di sicuro non lo faccio perché sono “buona” o cose simili. Il volontariato è un qualcosa che una persona VUOLE (non DEVE) fare. Se vuole farlo, come lo voglio fare io, è perché mi da soddisfazione. Io sono la prima beneficiaria del volontariato che sto facendo. Si, è vero che gli dedico il mio tempo libero, che devo preparare le lezioni, che qualche volta sono stanca e preferirei rimanere a casa, ma in cambio ricevo molto di più. Mi si apre un nuovo mondo davanti. Ho la possibilità di esplorare la cultura, le tradizioni, le storie personali delle persone, che vengono da così lontano. Sto imparando i loro nomi tanto diversi dai nostri. Penso in questo modo di prepararmi ad un viaggio vero in India. Anche Colombo voleva arrivarci:-)

E poi scopro le mie mancanze e le limitazioni, scopro il mio disagio e subito dopo il mio coraggio, in breve, scopro me stessa.

Tutto questo succede grazie al movimento Cara Italia.

Grazie a Stephen Ogongo che lotta per l’Italia multiculturale, per l’Italia senza discriminazioni, per l’Italia multiculturale.

Essendo io una straniera e un’italiana allo stesso tempo, sono contenta di poter far parte di questa iniziativa.

Clicca qui per iscriverti a Cara Italia, un movimento che lavora per la costruzione di un’Italia veramente e pienamente multiculturale.

Parte il secondo corso gratuito di lingua e cultura italiana organizzato da Cara Italia

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