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Ecco cosa vuol dire essere un ricco cittadino del mondo

Sono nato nella Repubblica Democratica del Congo (all’epoca Zaire), ma ho vissuto tutta la tua vita in Italia.

Sono cresciuto con la musica, da Zaiko Langa Langa e Papa Wemba ai Cramberries, i Queen e Michael Jackson, passando per De André, Pino Daniele e Zucchero.

Con lo sport, da una parte tifavo l’Italia per il mio eterno grande amore calcistico Roberto Baggio e dall’altra la nazionale di calcio della Repubblica Democratica del Congo (RDC).

Canto sia l’inno di Mameli che “Debout Congolais” (l’inno della RDC).

In cucina (se non si sa, adoro mangiare e cucinare) mia madre un giorno mi prepara la pasta al ragù, un altro giorno il “loso na pondu na madesu” (ovvero riso con verdura di fagioli) e l’altro giorno ancora il cous cous (che si sappia, mia madre è una grandissima cuoca).

In casa e fuori, quando i miei mi parlano in Lingala (una lingua congolese) e io rispondi in italiano, dinamica assolutamente inconcepibile per taluni ma che per me rimane magica, poi col tempo ho iniziato a parlarlo, grazie alla musica ed al teatro congolese, nonché grazie ai miei.

Vivo a stretto contatto con la cultura italiana nonché con quella Africana (congolese), con tutti i pregi e difetti.

Nonostante ciò, in Italia sono considerato uno straniero, qualora tornassi in Congo mi considererebbero tale.

Ecco cosa vuol dire essere un “Ricco Cittadino del Mondo”.

Jacques Jay Tamankueno Lutondo

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