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Marsala, spedizioni punitive dal fondo razzista contro gli immigrati

Spedizioni punitive contro i migranti. Non importa chi, ma solo che siano immigrati. Quello che è successo ieri notte a Marsala non è un episodio isolato: stando a quanto riportato dalla Procura, solo quest’estate ci sono state ben quattro sanguinose aggressioni avvenute in piena notte nei fine settimana. Tutte contro giovani migranti. Una quindicina di ultrà del Marsala, alcuni già sottoposti a Daspo per violenze durante le partite, organizzavano dei veri e propri raid. E il sabato sera andavano a caccia “di nivuri”, di ragazzi di colore.

Le aggressioni dal fondo razzista stavano terrorizzando il centro della città. Ma questa volta non è andata come pensavano. In mattinata i poliziotti del commissariato di Marsala hanno arrestato i tre capi del commando che organizzavano le spedizioni. Per loro è scattata un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip su richiesta del sostituto procuratore Antonella Trainito. Sono finiti in galera Salvatore Crimi, 18 anni, Antony Licari, 24 anni e Natale Salvatore Licari, 36 anni. Tutti di Marsala. I giovani sono accusati di violenza privata, minaccia, lesioni personali aggravate dalla crudeltà, dalla discriminazione e dall’odio razziale. Oltre agli arrestati, si stanno cercando altri tre indagati. All’appello poi mancano altri otto componenti del gruppo, formato da una quindicina di giovani aggressori.

Feroci, spietati: non c’è altro modo di definirli. “Siete africani, non dovete più parlare perché siete di colore. Noi vi ammazziamo, qui non avete il diritto di stare, qui siamo a Marsala”. Così il branco attaccava le vittime scelte esclusivamente per il colore della loro pelle. Sì: nel 2020, in un mondo globalizzato, ancora delle persone vengono insultate, picchiate e uccise semplicemente per il colore della loro pelle. Per le loro origini. Per qualche assurdo teoria di superiorità. Perché qualcuno crede di potersi imporre solamente in quanto bianco.

Una delle aggressioni è stata ripresa dalle telecamere di sicurezza di un negozio. Nell’audio, si sentono una serie di insulti razzisti urlati nei confronti di un giovane immigrato, colpevole esclusivamente di essere straniero. Per questo è stato brutalmente colpito con una sedia di legno sulla schiena.

Tutto ciò ha creato una nube di paura attorno alla città. I cittadini speravano quasi non arrivasse mai il week end: proprio nel fine settimana i giovani picchiatori uscivano dalle loro tane alla ricerca di “africani e nivuri”. E la storia era sempre la stessa: individuavano il primo malcapitato, iniziavano a insultarlo, a minacciarlo. Appena questo rispondeva, partivano calci, pugni, ginocchiate. Ma anche colli di bottiglia rotti, sedie, tavoli: tutto era buono per ferire il più possibile. Che nessuno, poi, osasse contraddirli: la pena era la stessa inflitta agli immigrati. Per questo nessuno ha mai denunciato quanto accadeva. Per paura. Come se fosse una giustificazione plausibile.

“Mi rattrista molto vedere una scena così orribile. Sapere che ci sono gruppi di persone che si organizzano per portare avanti aggressioni così violente contro gli immigrati è l’ennesima conferma che la campagna per alimentare l’odio sta producendo i risultati“, ha commentato Stephen Ogongo, il Coordinatore di Cara Italia. “Mi spaventa il pensiero che in Italia ci siano persone capaci di organizzare delle vere e proprie spedizioni punitive per odio razziale contro gli immigranti. Che aggrediscono con calci, pugni, ginocchiate, sedie in legno, tavolini, bottiglie di vetro. La cosa ancora più preoccupante è sapere che i testimoni, anzichè intervenire, hanno incitato a picchiare con più violenza al grido di “Picchialo! Picchialo”.
Serve una legge molto severa contro il razzismo, che punisce non solo chi porta avanti le aggressioni razziste ma anche i politici e personaggi pubblici che in modo sistematico alimentano l’odio. “

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