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Medaglia d’oro alla memoria di Willy: “Esempio di generosità, altruismo e coraggio”

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ieri ha conferito una medaglia d’oro al Valor Civile alla memoria di Willy Monteiro Duarte, il ragazzo rimasto ucciso da una violenta aggressione di sfondo razzista. Un “luminoso esempio, anche per le giovani generazioni, di generosità, altruismo, coraggio e non comune senso civico, spinti fino all’estremo sacrificio”, si legge nella motivazione.

“Con eccezionale slancio altruistico e straordinaria determinazione, dando prova di spiccata sensibilità e di attenzione ai bisogni del prossimo, interveniva in difesa di un amico in difficoltà, cercando di favorire la soluzione pacifica di un’accesa discussione- si legge tra le motivazioni della firma del Presidente Mattarella al decreto proposto dal Ministro dell’Interno per il conferimento della medaglia d’oro.
“Mentre si prodigava in questa sua meritoria azione di alto valore civico, veniva colpito da alcuni soggetti sopraggiunti che cominciavano ad infierire ripetutamente nei suoi confronti con inaudita violenza e continuavano a percuoterlo anche quando cadeva a terra privo di sensi, fino a fargli perdere tragicamente la vita.
Luminoso esempio, anche per le giovani generazioni, di generosità, altruismo, coraggio e non comune senso civico, spinti fino all’estremo sacrificio.

E’ ancora in corso un processo per capire chi sia il colpevole dell’omicidio di Willy. Per quanto emerso finora, sono indagati quattro ragazzi di Artena: i fratelli Bianchi, Marco e Gabriele, Mario Pincarelli e Francesco Belleggia. I primi tre si trovano in carcere, mentre il quarto è ai domiciliari. Secondo il medico legale che ha analizzato il corpo di Willy, comunque, il ragazzo sarebbe morto a causa di “un complesso traumatismo che si è realizzato con più azioni lesive”. Tradotto: è morto di botte.

Un’altra medaglia d’oro al merito civile, poi, è stata conferita alla memoria di Don Roberto Malgesini, il “sacerdote degli ultimi” ucciso a Como. “Con generosa e instancabile abnegazione si è sempre prodigato, quale autentico interprete dei valori di solidarietà umana, nella cura degli ultimi e delle loro fragilità, offrendo amorevole accoglienza e incessante sostegno.- si legge nella motivazione- Mentre era intento a portare gli aiuti quotidiani ai bisognosi, veniva brutalmente e proditoriamente colpito con numerosi fendenti, fino a perdere tragicamente la vita, da un uomo al quale aveva sempre dato piena assistenza e pieno sostentamento. Luminoso esempio di uno straordinario messaggio di fratellanza e di un eccezionale impegno cristiano al servizio della Chiesa e della società civile, spinti fino all’estremo sacrificio”

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