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Migranti e emersione del lavoro irregolare, Cara Italia: “Norma valida ma ingiusta”

“Una norma valida ma ingiusta”. Così il movimento Cara Italia definisce l’art. 103 del Decreto Rilancio e della sua successiva legge di conversione. Valida perché, pur non essendo una sanatoria, permette di fare emergere situazioni di irregolarità spesso occasione di profitto di datori di lavoro. Ingiusta perché non contempla tutte le categorie produttive nelle quali vengono impiegati lavoratori stranieri. Ma è ingiusta anche perché richiede uno sforzo economico, quello connesso alla presentazione della richiesta, che risulta oneroso per le famiglie di lavoratori stranieri.

Pur celebrando la bontà dell’intervento normativo, Cara Italia sottolinea le criticità di una norma che avrebbe potuto fare di più nella tutela dei lavoratori migranti. Criticità esposte da avvocati specializzati nel webinar organizzato dal movimento. La tutela dei diritti delle persone coinvolte, chiarisce Cara Italia, “è possibile solo se tutte le parti guardano allo stesso obiettivo”. A questo tendono le richieste di modifica della norma in questione avanzate dal movimento. Perché, conclude Ogongo, porta alla fine di un “incubo permanente” che è quello della irregolarità costretta da leggi non inclusive. Ed è la giusta occasione per andare fino in fondo.

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