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Migranti, una canzone per raccontare il dramma del viaggio della speranza

“I migranti non vogliono sentire ragioni, dal proprio Paese se ne vogliono andare. Cercano speranza in mezzo al mare, su di una barca che sta per affondare. Sarebbero disposti a pagare milioni per salire su quei barconi.” Una poesia, poi un brano, per raccontare il dramma del viaggio della speranza, la disperazione che avvolge i migranti provenienti dall’Africa durante l’ultima tappa del loro viaggio della speranza verso l’Europa: la difficile e spesso fatale traversata del mediterraneo. Un tema attuale, che ancora spesso viene sminuito. Una questione che caratterizza l’Italia, il suo sistema e il suo essere un Paese multiculturale. Che lo si voglia accettare o meno. Una realtà da affrontare tutti i giorni.

Gabriele Ciaccio, in arte Brialu, e Domenico Barbera, Mimì, sono due giovani ragazzi siciliani che hanno deciso di sfruttare le loro capacità per dedicare un messaggio agli italiani, agli stranieri, al mondo. E lo hanno fatto tramite gli occhi di una madre.

“Una signora affranta mi è venuta a parlare in sogno. Mi ha detto che non c’è stato più nulla da fare. Uomini, donne, bambini stretti stretti a guardare le stelle. Ma in un batter d’occhio l’insalata è fatta, e sono tantissime le persone che perdono la vita. Cercano di arrivare a destinazione per dimenticare tutta quella disperazione”. Perché è proprio di questo che si tratta: disperazione. Non c’è voglia di conquista, non c’è scelta: c’è solo disperazione. E’ una necessità che non ha alternativa. La stessa che li porta ad affrontare il mare, le intemperie. A spendere cifre altissime pur di avere una speranza. Una speranza di vita. 

“Una signora affranta mi è venuta a parlare in sogno. Mi ha detto che non c’è stato più nulla da fare. Il suo bambino non l’ha più potuto baciare”. Il dramma che queste persone sono costrette a vivere non è una leggenda. E’ una realtà che si consuma ogni giorno. Ogni ora. Ogni minuto.

Da cosa è nata la loro necessità di esprimere un messaggio? “Nsonnu nasce dalle morti del 2013, dal naufragio di una nave. Alcuni dei migranti sono stati portati nel cimitero del nostro paese. Davanti a queste sepolture di terra nasce Nsonnu”, racconta Mimì, intervistato da Stephen Ogongo. “Queste morti hanno colpito Domenico, e lì è nata la poesia, che ha poi incontrato me che già scrivevo brani”, continua Brialu. Quando Mimì ha recitato il suo testo all’amico, infatti, quest’ultimo ne è rimasto subito affascinato. Non poteva che crearsi qualcosa da quella poesia. E infatti, il suo frutto è stato proprio il brano Nsonnu. Dalla necessità di portare all’attenzione “questo dramma alle persone che spesso si girano dall’altra parte, soprattutto nelle nostre zone”, aggiunge ancora Brialu. Anche il video che lo accompagna è significativo: “Vuole dare un messaggio di amore e di speranza”. 

Quello che trattano è un argomento che tocca in modo diretto l’Italia. Come ha sottolineato durante l’intervista Ogongo, infatti, “spesso i nostri governi scoraggiano le operazioni di salvataggio”. E anche questo è un punto fondamentale secondo i due ragazzi: “La situazione si sta aggravando. Ha portato una vagonata di ignoranti e stupidi. Più che altro stupidi. Molti si sono sentiti legittimati a odiare il prossimo per il colore della pelle o perché ha una cultura diversa. Inizialmente pensavo che ignorando queste persone non si sarebbe data importanza alla cosa, e avrebbero smesso di parlare. Poi però questi ideali hanno preso sempre più piede. Per questo cerchiamo, nel nostro piccolo, di reindirizzare la gente verso la realtà. E lì nasce Nsonnu”, commenta Brialu. “Servirebbe una massiccia campagna di sensibilizzazione, di accoglienza, di integrazione sociale. E’ nel DNA dei siciliani, la nostra storia lo dice. Noi siamo le persone che possono dire che la diversità è ricchezza. E’ la nostra storia. Dobbiamo solo esternare la nostra natura: ne trarremmo guadagno”.

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