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Sanatoria 2020 immigrati, le ultime novità sulla regolarizzazione dei rapporti di lavoro

Sono iniziate le chiamate da parte della Prefetture nei confronti dei datori di lavoro e dei lavoratori che hanno presentato la domanda di sanatoria all’inizio di giugno. Sono già passati diversi mesi, e molti dovranno ancora avere pazienza. Intanto, però, è possibile controllare lo stato della domanda tramite il sito del Ministero. Per farlo occorre utilizzare il codice SPID, un codice personale che viene rilasciato nel momento in cui la domanda di sanatoria è fatta online.

Una volta in possesso dello SPID, il datore di lavoro e il lavoratore potrebbero trovarsi di fronte a una serie di possibilità. Potrebbe comparirgli, infatti, la scritta: “Attesa parere Questura“: significa che la Questura sta svolgendo i controlli sui precedenti penali del lavoratore, o del datore di lavoro, o di entrambi. Oppure, potrebbe presentarsi la dicitura: “Attesa parere ITL“: vuol dire che l’Ispettorato territoriale del lavoro sta facendo i controlli sui redditi del datore del lavoro. Un’altra possibilità è quella di trovare la scritta: “Integrazione dati“: in questo caso, manca qualche documento e sarà compito della Questura chiamare gli interessati per farlo recapitare. Un altro caso potrebbe essere quello di trovarsi di fronte alla dicitura “attesa rigetto“.

Se dovesse succedere, non bisogna farsi prendere dal panico. Significa semplicemente che si è presentato qualche problema. Non vuol dire che la domanda verrà rifiutata in automatico, ma che sarà necessario che la Prefettura contatti il lavoratore o il datore di lavoro per metterli a conoscenza del problema, così che possano inviare la documentazione mancante. In quel caso, l’avvocato Paola Rubinati consiglia vivamente di recarsi al Caf, o dal un legale, o in un’associazione per chiedere di essere aiutati. Quando tutti i controlli saranno finiti, e non sarà emerso alcun problema, allora la Prefettura chiamerà i diretti interessati per un appuntamento in cui i lavoratori dovranno presentarsi con il proprio datore. “Il motivo per cui le Prefetture ci stanno mettendo così tanto tempo a chiamare è che, appunto, stanno svolgendo un alto numero di controlli”, spiega l’avvocato Rubinati.

Inoltre, negli ultimi giorni è uscito un nuovo Decreto che prevede il pagamento di alcuni contributi per la sanatoria. Essi possono essere di 156€ o di 300€. Questi contributi vanno pagati, da parte del datore di lavoro, per le persone che hanno presentato la domanda di regolarizzazione dei rapporti di lavoro e che stavano lavorando in nero. Quindi, non tutti dovranno pagarli.

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