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Successo pieno per la giornata mondiale del Rifugiato a Catanzaro tra sport, divertimento e solidarietà

Sport, cultura, divertimento e solidarietà. Sono questi i temi su cui si è incentrata la “Giornata mondiale del Rifugiato” organizzata dalla Fondazione “Città Solidale onlus” di Catanzaro.

Insieme all’Uisp di Catanzaro, all’Anpi comitato provinciale di Catanzaro, all’associazione Sics e all’Asd Calabriando, la Fondazione ha organizzato una manifestazione di sport e solidarietà che si è svolta allo stadio comunale di Soverato. L’evento, patrocinato dai Comuni di Soverato, Satriano, Girifalco, Gasperina, San Pietro Apostolo, Squillace, Catanzaro, è stato un momento di condivisione e fraternità fra gli ospiti che attualmente vivono nelle comunità gestite da Città Solidale, gli operatori che operano all’interno delle strutture e tante persone accorse per dare testimonianza e per partecipare alle varie attività sportive.

Sono intervenuti Valerio Cuteri (Anpi), Domenico Lagani (Sics), Paolo Perrotta (Calabriando) e Felice Izzi e Riccardo Elia, che hanno riassunto nelle loro parole il significato profondo della giornata: lo sport come veicolo di solidarietà e di unione oltre le differenze, oltre le provenienze e soprattutto in qualsiasi momento, al di là delle congiunture politiche e sociali che può attraversare l’Italia.

Varie le competizioni sportive svolte, pervase da sano spirito agonistico, ma soprattutto con la voglia di stare insieme e di vivere anche i messaggi universali riportati nella Costituzione. Le gare (1500 metri piani, i 50 e 100 metri, il lancio del vortex, il lancio del peso) sono stati vissute con passione e coinvolgimento, soprattutto dagli ospiti delle strutture. Con la staffetta inclusiva è stato vissuto un momento dal forte valore simbolico dove il testimone non era un semplice oggetto, ma una copia della nostra Costituzione, che ogni partecipante ha passato al compagno per significare il rispetto delle leggi italiane e la celebrazione dei grandi valori in essa contenuti.

Ogni partecipante ha ricevuto una medaglia ricordo e ogni struttura ha ricevuto una copia della Costituzione. Tra i premiati, anche il piccolo Yas, bimbo con genitori iracheni di etnia curda, nato a Reggio Calabria poco più di un mese fa, a cui tutti i presenti hanno augurato un futuro di integrazione e felicità.

A Squillace, invece, il 30 giugno, è stata riproposta l’iniziativa “Porte aperte e solidali, per un futuro più umano”: tutti hanno potuto accedere alla struttura di piazza del Vescovado, denominata “Catanzaro Minori” e gestita dalla Fondazione “Città Solidale”, in collaborazione con la campagna #WithRefugees di Unhcr e con il patrocinio del Servizio centrale della rete Sprar, il settore Politiche sociali del Comune di Catanzaro e il Comune di Squillace. Qui sono ospiti cinque ragazzi del Bangladesh, quattro del Pakistan e due della Guinea Bissau, seguiti da una équipe altamente professionale coordinata da Maurizio Chiaravalloti e composta dagli operatori sociali Francesco Iozzi, Antonio Ferraina, Filomena Bisignano, Maria Rosa Falvo, uno psicologo, un mediatore culturale e un operatore legale, oltre a due operatori del servizio civile, due tirocinanti e diversi volontari.

Azzeccato lo slogan dell’iniziativa, “Masti-Scialàmuni”, cioè “divertiamoci”, dall’unione di due dialetti, calabrese e urdu, la lingua comune dialettale utilizzata tra le regioni del Pakistan e del Bangladesh. Ospite della serata il cantautore Tony Schito. «La diversità – ha affermato il coordinatore Chiaravalloti – non è una minaccia, ma una ricchezza. Conosciamo la situazione attuale in Italia, dove vi è l’attenzione sulla necessità di una regolamentazione dei flussi migratori, ma noi non molliamo. La Fondazione crede fortemente nell’inclusione e nell’accoglienza. Ogni giorno, nelle nostre cinque strutture, tocchiamo con mano le difficoltà dei ragazzi ospiti e cerchiamo di farne rispettare i diritti». I ragazzi ospiti, che hanno allestito una mostra dei tanti manufatti prodotti nel corso dei laboratori, hanno anche offerto a tutti i gustosi piatti tipici dei loro Paesi di origine, tutti preparati da loro stessi.

Significativi i pensierini scritti sui post-it affissi al tronco dell’albero del piazzale antistante la struttura d’accoglienza «A Squillace non ci sono molti giovani ed è difficile fare amicizia», «Voglio essere una persona importante per aiutare la mia società», «Mi piace la scuola perché mi fa capire l’italiano e come vivere la mia vita». Quanto c’è da imparare da questi straordinari ragazzi!

Carmela Commodaro

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