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Una 14enne italo-indiana condanna gli insulti a Silvia Romano: “La diversità fa paura”

Mi chiamo Ayeesha Gioia Tekchandani e sono una cittadina italiana. Mia mamma è Induista e il mio Papà Cattolico. Io sono battezzata in tutti e due i modi.

Una volta chiesi alla mamma il perché dei due battesimi diversi, e la mia mamma mi ha detto: “Il battesimo è una benedizione. Le benedizioni sono positive e non importa da che religione vengono.”

Le religioni sono state fatte dall’essere umano per insegnarci il modo giusto di vivere e per guidarci, ma non significa che dobbiamo seguire ogni cosa sbagliata che c’è scritto nei libri antichi, scritti secoli fa da noi essere umani. Dobbiamo seguire ciò che c’è di positivo ed ignorare il negativo..

Infatti mia mamma mi ha dato un nome arabo ed anche un nome italiano..

Nell’anno passato ho letto talmente tanto di Silvia Romano, rapita durante un viaggio di volontariato fatto per aiutare il prossimo.

Una volontaria che insegnava ai bambini.
Una volontaria che aiuta le donne e parlava con loro.
Una volontaria che dava la gentilezza e il sorriso a persone che pensavano di essere lasciati soli dall’Occidente dopo essere stati sfruttati per anni..
Ho letto che era stata rapita..
Ho fatto una ricerca su Google

Il rapimento dell’ingegnere catanese MARCO BELLUOMO, impiegato presso l’acciaieria siriana di Latakia. Ancora non liberato.

GIOVANNI LO PORTO. L’ultimo in ordine di tempo finito nelle mani dei sequestratori e ancora non liberato ha 38 anni ed è di Palermo. È stato rapito il 19 gennaio 2012 insieme ad un collega tedesco a Multan nella parte pakistana del Punjab, facendo entrare per la prima volta il Pakistan nella lista dei Paesi pericolosi per i sequestri.
Lavorava con l’Ong tedesca Welthehungerhilfe (Aiuto alla fame nel mondo), creata nel 1962 sotto la protezione e il sostegno della Fao.

ROSSELLA URRU. 29 anni, cooperante italiana del Cisp in Algeria, è stata sequestrata con altri due colleghi (Enric Gonyalons e Ainhoa Fernandez) la notte tra sabato 22 e domenica 23 ottobre 2011 dal campo profughi di Hassi Raduni, nel deserto algerino sud occidentale, da due anni lavorava in Algeria al progetto umanitario per il Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli. Il 18 luglio del 2012 viene liberata in Mali e il 19 luglio atterra all’aeroporto di Ciampino. Per il rilascio dei tre ostaggi i rapitori avevano chiesto 30 MILIONI DI EURO.

BRUNO PELLIZZARI. Il velista italiano rapito dai pirati somali ad ottobre del 2010, mentre si trovava con la compagna sudafricana a bordo dell’imbarcazione “Sy Choizil” al largo della costa della Tanzania. Liberato il 19 giugno 2012, atterra in Italia e si fa vedere “commosso e stanco”.

MARIA SANDRA MARIANI. Turista fiorentina, Maria Sandra Mariani, 53 anni, viene catturata nel sud dell’Algeria nel febbraio del 2011, e rilasciata ad aprile 2012.
I 6 DELL’ENRICO IEVOLI. Sei connazionali dell’equipaggio della Enrico Ievoli, la petroliera italiana sequestrata al largo delle coste dell’Oman il 27 dicembre del 2011 e successivamente portata in Somalia, vengono liberati a fine aprile del 2012. Secondo il quotidiano finanziario, fonti somale parlano di un riscatto pagato da Roma per un totale di 9 milioni di euro.

MODESTO DI GIROLAMO. Tra fine maggio e inizio giugno 2012 in meno di una settimana si risolve l’incubo dell’ingegnere della Borini&Prono, sequestrato a Ilorin, in Nigeria e liberato cinque giorni dopo.

FRANCESCO AZZARA’. 34 anni e volontario di Emergency. Viene rapito il 14 agosto del 2011 a Nyala, nel Sud Darfur, e liberato il pomeriggio di venerdì 16 dicembre dalle autorità sudanesi. Dopo quattro mesi segnati da appelli, timori e un cauto ottimismo, finisce la prigionia del cooperante italiano per il cui rilascio si era mobilitata tutta Italia.

SAVINA CAYLYN. A dicembre 2011 viene liberata la petroliera ostaggio dei pirati somali da febbraio dello stesso anno. Il sito Somalia Report, che cita fonti dei pirati, scrive che per il rilascio della petroliera sarebbe stato pagato un riscatto di 11,5 milioni di dollari. Il pagamento sarebbe avvenuto in due tranche.

ROSALIA D’AMATO. A novembre del 2011 finisce l’odissea dei marinai a bordo della Rosalia D’Amato, 6 italiani e sedici filippini. La nave è stata sequestrata il 21 aprile 2011 a 350 miglia dalle coste dell’Oman, nell’Oceano Indiano.

LE DUE “SIMONE”. Sequestrate negli Uffici di Un Ponte per… a Baghdad il 7 settembre 2004, Simona Pari e Simona Torretta vengono rilasciate tre settimane dopo grazie a una trattativa condotta. Il Times di Londra ipotizza un riscatto da cinque milioni di dollari.

GIULIANA SGRENA. La reporter del Manifesto viene rapita davanti all’Università di Baghdad il 4 febbraio 2005 e rilasciata un mese dopo mentre in Italia impazzano le polemiche. La morte dell’agente Nicola Calipari, colpito sulla via dell’aeroporto di Baghdad da un soldato americano, accende la discussione sulla guerra in Iraq e sul pagamento dei riscatti: c’è chi ipotizza che il governo abbia pagato 6 milioni.

ENZO BALDONI. L’inviato del Diario viene ucciso presso Najaf (Iraq) il 26 agosto 2004, quattro giorni dopo il sequestro, dall’Esercito dell’Iraq. Libero lo ha definito, prima del tragico epilogo, il “pacifista col Kalashnikov” E alcuni, accusano il governo di non essersi mosso con tempestività.

CLEMENTINA CANTONI. Rapita a Kabul il 16 maggio 2005 mentre si reca a una lezione di yoga, la cooperante di Care International viene rilasciata il 9 giugno.

COOPERANTI IN SOMALIA. Rapiti il 21 maggio 2008 a 65 chilometri a sud di Mogadiscio i due cooperanti della Ong Cins Giuliano Paganini e Jolanda Occhipinti vengono rilasciati dopo due mesi e mezzo. 700 mila dollari, come hanno dichiarato alcune fonti somale.

DANIELE MASTROGIACOMO. Rapito dagli uomini del Mullah Dadullah il 5 marzo 2007 presso Kandahar, in Afghanistan, il reporter della Repubblica viene consegnato nelle mani di Gino Strada di Emergency 15 giorni dopo. La cifra per la sua liberazione? Un milione di dollari. E qualche giorno dopo arriva anche una dichiarazione di Dadullah: la liberazione del reporter è avvenuta in cambio del rilascio di alcuni prigionieri talebani.

Nell’ultimo anno sono stati liberati altri tre uomini italiani, oltre Silvia Romano.
L’imprenditore SERGIO ZANOTTI, liberato ad aprile 2019, dopo tre anni di prigionia. Era stato rapito nel 2016 durante un viaggio in Turchia a ridosso con il confine siriano. Anche in quel caso, ad annunciarne la liberazione era stato il premier Giuseppe Conte: “Se non si fosse pagato un riscatto non sarei qui”

ALESSANDRO SANDRINI, il 34enne bresciano, rapito a ottobre del 2016 al confine fra Siria e Turchia, e liberato a maggio 2019.
L’architetto 31enne di Padova Luca Tacchetto, sequestrato in Burkina Faso e liberato in Mali dopo quindici mesi a marzo 2020.
Tre italiani. Tre uomini. Finiti nelle mani delle bande criminali e jihadiste e fortunatamente liberati senza tante polemiche.
Ripeto:
Sono stati liberati tre UOMINI italiani,
Sergio Zanotti, Alessandro Sandrini e Luca Tacchetto.
Nessuno di loro si è visto spogliare di vestiti e dignità, come Silvia Romano, o contestare il riscatto.

E questi sequestri sono iniziati molti anni prima che nascessi io o anche mia mamma, sono stati sempre pagati.. con dei soldi italiani!! E dove non sono stati pagati le persone sono morte, delle vite sono state perse!!

Ma non è mai stato fatto, quello che avete fatto con Silvia/Aisha. Voglio credere che Noi italiani siamo meglio di questo..
Perché io sono italiana e io non sono così!
Io credo in Gesù.. E so che Gesù non vorrebbe questo.

La religione di una persona non la rende terrorista, l’abbigliamento di una persona non la rende meno rispettosa verso gli altri solo perché sceglie di vestirsi diversamente.
La democrazia non è la libertà di fare ciò che si vuole, è il Rispetto della libertà di tutti.
Rispetto per la Diversità, Rispetto per le scelte altrui anche se non siamo d’accordo con esse.
È una nostra concittadina, una nostra sorella come la Bibbia ci insegna ama il tuo prossimo, ci insegna a non giudicare, a non offendere.
Per favore, smettetela di essere così cattivi, smettetela di fare con lei quello che è stato fatto con Gesù.
Per favore.

Ayeesha Gioia Tekchandani

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